mercoledì 29 febbraio 2012

Il mondo è ancora troppo piccolo

Faccio casini a non finire.
Ho conosciuto un tipo, in autobus. Uno assai carino. Alla fine, prima di scendere, gli ho sorriso ed è sceso pure lui. Lui è entrato nell'ospedale mentre io sono andata verso casa.
(Io abito vicino al policlinico)
Sono stata assunta come impiegata dal notaio senior. Alla fine lavoro, produco e tengo a bada la mamma che in genere divora le impiegate nuove e/o temporanee. Fino all'estate resterò in studio. Almeno sono in regola e ho un'entrata fissa.
Ho fatto la mia cazzata.
Mio fratello mi ha rubato il telefono l'altra sera e non solo ha scoperto la mia cazzata ma si è letto tutti i miei sms, i miei messaggi su fb, oltre ad averlo riempito di foto oscene fatte alla festa di carnevale dove è andato.
Evviva la famiglia.
In studio si respira un'aria strana. La complicità è diventata tensione e non è nè bello nè gradevole.
Io cerco soluzioni ma non ne trovo.
Ogni volta che cerco di regalarmi un momento di spensieratezza finisco con l'incasinare sempre di più la mia vita. In questo sono bravissima.
Forse da piccola ho mangiato troppo brodo di pollo radioattivo.


La cosa assolutamente meno (o forse più, nemmeno lo so) ironica è che ho girato il mondo per fuggire da tutto questo, ed ora sono allo stesso identico punto di partenza.

lunedì 20 febbraio 2012

Punti di vista

Qui non ho mai parlato prima di mio padre. Il fatto è che non sta bene.
Insomma, una settimana dopo aver raggiunto il traguardo ambito della pensione dopo quarant'anni suonati a fare il macchinista per le ferrovie, mia mamma lo ha pizzicato e gli ha fatto fare un check-up che rimandava da migliaia di anni. Risultato, a parte il colesterolo alto che è di famiglia, dopo altre visite specialistiche e approfondimenti gli hanno diagnosticato una forma precoce di Alzhaimer.
Il mio papà è malato. Ok per carità è lucido, per nulla confuso o spaventato. Ultimamente è diventato un pò più triste e forse spento ma credo sia il proseguo normale della sua brutta malattia.
Io resto spaventata sia perchè ho paura che sia difficle da gestire con il passare del tempo sia perchè so che l'Alzhaimer è una malattia a componente ereditaria, e quado mi scordo le chiavi o mi dimentico le cose mi preoccupo subito.
Comunque mio padre, malato o no, è buffo.
Avendo appunto il colesterolo alto mia mamma non compra più dolcetti o cose simili. Solo che lui ha imparato benissimo dove stanno le chiavi della mansardina e che del resto gli basta farsi qualche rampa di scale e il suo problema è risolto. Stamattina faccio per prendere i miei biscotti per la colazione nell'armadio a muro e trovo una ditata di nutella. Mio fratello è idiota ma non lo farebbe mai. Poi guardo il barattolo e vedo che è non solo senza nutella ma è stato abilmente riempito d'acqua per nascondere il furto.
Allora vado giù e chiedo a mio padre se ne sa qualcosa. Lui, come un attore consumato, finge di cadere dal pero.
"Papà tranquillo non gli e lo dico alla mamma." Cerco di rassicurarlo.
Nega.
"Ma dai è ovvio che sei stato tu! Ieri sera quando la mamma lavava i piatti che era distratta sarai salito e hai mangiato la nutella, ammettilo! Non è mica un problema!"
E lui che fa? Si inventa un alibi che più assurdo non si può. Mi ha detto che era alla Scala a vedere la Traviata. Ha giurato e spergiurato e per convincermi ha tentato pure di cantare un pezzetto che pareva un lamento di uno che ha la dissenteria. Io mi stavo già sguardando dal ridere.
"Va bene papà, grazie lo stesso e scusa."
E lui come contento di avermi convinto se ne è andato via trascinando i piedi.
Mia mamma si arrabbia ma per me è troppo buffo. E' come un bimbo che per avere i dolcetti li rubacchia e poi dice le bugie.
Intanto abbiamo fatto sparire le chiavi della mansardina. Niente più nutella papà, mi spiace. Consolati con l'opera.

venerdì 17 febbraio 2012

giovedì 16 febbraio 2012

2

"E’ meno grave perdere che perdersi."
(Romain Gary)
Forse è così. Forse ho preferito perderti, piuttosto che perdere me.

mercoledì 15 febbraio 2012

Sole

Guardo le orchidee e penso a lui.
Il fatto di non aver mandato rose rosse credo sia stato un tocco di classe, che del resto gli appartinene.
Mi chiedo che cazzo faccio qui a languire e mi ricordo che non avevo una vita nemmeno al suo fianco.
Mi domando che direzione prendere, dove andare, cosa fare.
Stamattina sono stata in studio ad aiutare un poco mia madre.
Il notaio senior mi ha accennato al concorso che si apre a giugno. Per me si prospetta un massacro.
Non sarebbe una cattiva idea tentare. Se quest'anno non va c'è il prossimo. E questa indecisione mi avvilluppa in una tenebra confusa.
Penso. Rifletto. Medito.
E intanto ricordo e rimpiango.
E nel mentre di entrambi faccio un pò l'impiegata del notaio. La cosa che, come sempre, mi riesce meglio.