mercoledì 18 aprile 2012

Pensieri

"Io sono la ragazza con la valigia.
E ho un cappotto blu
vado di notte.
Su questo lungomare che è la vita.
E il vento batte sulle palme scardinate
la pioggia batte sulle stagioni andate
il mare scardina le barche di immigrate.
Io sono qui. Ti aspetto alla frontiera.
Al guinzaglio dell’orso della luna,
il fango nelle mani, per fare un neonato.
Tu aspettami inchiodato, nella sera".
(Francesca Genti)

Sul lungomare, sul binario, sul molo. Ti aspetto, alla frontiera tra me e te.

lunedì 16 aprile 2012

Any Given Monday

E' lunedì.
Uff.
Ok, nonostante il molto più grigio dell'azzurro e la pioggia che cade sui miei capelli crespi, ho smesso di fumare. Non sopporto più la mia tremenda puzza, e la mia maleducazione per far respirare il mio tanfo alla gente normale.
E quello intanto mi chiama dall'altra parte del mondo fottendosene di ogni fuso orario e supplica. E implora. E io lo manderei solo a dar via il culo visto dalla voglia di piangere che avevo.
Finge di non ricordarsi neppure del fuso. Ad Oxford non te lo hanno insegnato dico acida e piccata.
Ho fatto legge a Cambridge.
Possiamo non litigare almeno quando mi preghi di tornare con te?
Per me va anche bene. Ho già voglia di vomitare.
Nel miscuglio caotico delle emozioni nel mio stomaco provo paura, angoscia, rabbia, senso di inadeguatezza e sopra ogni altra frustrazione. La detesto perchè non riesco a vincerla.
Il fumo era uno sfogo.
Oggi non l'avevo e mi son cacciata due dita in gola e via, tutto già per lo scarico.
Mai più. Mai più. Mai più.
Eleonora avevi promesso. Avevi tanto promesso.


Sono solo una bugiarda.

giovedì 12 aprile 2012

Domani è Venerdì

Mi sono dimenticata l'ombrello al bar ed ovviamente quando son tornata è sparito. Mi sono dimenticata di ritirare i soldi al bancomat e ora sono senza soldi. Mi sono dimenticata di chiamare mia sorella che oggi hanno operato il suo fidanzato. Mi sono dimenticata che domani ho preso ferie dallo studio perchè devo portare mio padre dallo psichiatra per la visita, e io sono assai meno indispensabile di mia madre.
Quando mi dimentico le cose io mi spavento. E so che domani chiederò al dottore se è normale, alla mia età, dimenticarsi così le cose. Farsi i biglietti per ricordarsi e poi dimenticarsi anche quelli. E poi farsi i biglietti per ricordarsi i biglietti e dimenticarseli. E lui mi dirà certo, è normale, stia tranquilla, la malattia non si sviluppa alla sua età, è impossibile. Io lo guarderò un poco di sbieco, mi mangerò una pellicina di un dito e non risponderò. Ma mica sarò convinta.
Ho sentito (in Greys Anatomy a dire la verità, che non so quanto sia attendibile) che in Inghilterra c'è una donna di trentacinque anni che non riconosce più la figlia. E' il caso più precoce al mondo.
E io penso che preferirei morire che avere davanti le persone che amo e non riconoscerle più.
Penso che se mi diagnosticassero quel bastardo schifoso dell'Alzhaimer il giorno stesso mi getterei sotto un treno. Poi guardo mio padre che, senza che ce ne siamo accorte, si è già messo i vestiti piegati e stirati per la visita di domani e se ne sta seduto sul letto, mi rendo conto di quanto egoista sia questo pensiero.
Quello stesso uomo, che avrebbe dovuto godersi la pensione dopo quarantanni di dieci ore al giorno sulle locomotive, dopo la sua di diagnosi anni fa mi disse una cosa che molti reputeranno tremenda.
Mi disse "Se mi fermo a pensare ci sono volte in cui invidio i malati di cancro. Loro almeno posso combattere. Io arriverò ad un punto in cui per quanto vorrò lottare, non mi ricorderò più contro cosa, e quella bestia mi mangerà lo stesso."
Ma lo stesso uomo mi disse anche "Sono contento di aver tenuto tutti i quaderni di quando andavate a scuola, tu la Anna e l'Alessio. Così se mi scorderò le cose più semplici tua madre me li rileggerà e sarà come passare ancora del tempo con i miei figli."
La voglio scrivere qui, perchè almeno anche se me la dimenticherò, qualcuno che mi ama, di cui non ricorderò bene il nome, me la rileggerà. E passerò ancora del tempo a mia volta, con mio padre.

mercoledì 11 aprile 2012

Oggi sono un pò nostalgica.
Così imparo a guardarmi tutte le mie vecchie fotine.
E' che mi manca l'America. Mi manca Dallas. Tanto.

mercoledì 4 aprile 2012

Un tranquillo week end di paura

E' un pò che volevo scrivere questo post.
Il mio week end inizia il sabato mattina dopo un venerdì sera di pulizie visto che i turni che ho creato apposta per questo per mio fratello sono puro optional.
Sabato, un pò esaltata per la bella giornata ma altrettanto depressa per le previsioni future di giornate simil giorno dei morti, dico a mia madre "Chissà che meraviglia ora in Texas, con gli alberi di pero americano carichi di fiori bianchi!"
Lei grugnisce.
"A volte penso tu lo faccia apposta" risponde.
"Perchè?"
"Perchè per te basterebbe essere ovunque, tranne che qui con noi, che siamo la tua famiglia. Per te basta andare via!"
Le faccio notare che non era quello il senso della frase.
La discussione finisce con lei che se ne va borbottando "L'altra parte del mondo per te resterebbe comunque troppo vicino. Non esiste un posto abbastanza lontano da Pavia a quanto pare!"
Evviva.
Passiamo oltre.
E' inevitabile che in una storia di puro, semplice e meraviglioso sesso, prima o poi, uno dei due si prenda.
A me capita di rado e per lo più con l'uomo sbagliato, specialmente se ha occhi profondi come pozzi, è texano e anche sposato. E vabbè.
Qusta volta, di questa cosa di cui mi vergogno come una ladra, non è successo a me.
Si è preso lui.
Lui è un ventiduenne fisicato paura, tartaruga sulla pancia ma con il criceto moribondo in testa.
Tristesse.
Dopo molti incontri clandestini in genere avvenuti in seconda serata barra tarda notte, molte mattine in coma totale davanti al computer in studio e molti atti che ho fatto veramente con il culo, ecco dopo tutto questo il tipo mi manda un sms.
"Vorrei portarti HA cena"
Inorridisco.  Avrà sbagliato a digitare dai.
"Dove?" rispondo.
"HA cena in un ristorante stiloso. Magari prima ci facciamo UN'APE"
Stavo per gettare il telefono dalla finestra, giuro.
Tutti i luminari dell'accademia della crusca mi imploravano. Dante Alighieri, patrono della nostra lingua italiana si è fatto una maratona di gira&rivolta nella cassa.
Incubo.
E poi "un ape" a casa mia, senza apostrofo, è un insetto che al massimo rompe i coglioni, non le regole grammaticali che se qualcuno le ha inventate ci sarà poi un perchè.
Scaricato.
La mia vagina capirà.
E quindi, battuta dai verbi ausiliari, mi sono fatta un tranquillo week end di mohito a Como, con mia sorella che continua a farsi tagliare i capelli dai cinesi e assomiglia sempre di più a un pechinese.
Aspetto.
Aspetto l'uomo che mi travolga, mi proponga qualcosa che non sia una zuppa riscaldata migliaiai di volte, un involtino primavera bruciato, un piatto esotico da mille dollari o una american pie della moglie.
Aspetto.

(resto dell'idea, sempre e comunque, che l'uomo ideale -oltre al mio Iceman ovviamente - sia Batman. Perchè?
Perchè è un miliardario strapieno di soldi che vive in una magione enorme con tanto di maggiordomo, è orfano e quindi ci giochiamo la suocera vecchia&rompi, e la notte esce per i fatti suoi così posso stare a casa tranquilla con Robin! E poi...indovinate che era l'attore che oltre ad Iceman interpretò Batman Forever? Ops...)