Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi. Proust
lunedì 13 febbraio 2012
domenica 12 febbraio 2012
Sentirsi Puffo Quattrocchi pur avendo un occhio solo...
Mio fratello mi ha minacciato. Ha detto che se non la smetto di occupargli il divano vegetando fra patatine e estatè guardando in loop Top Gun non solo spezza il dvd davanti agli occhi ma chiama qualche suo amico rintronato come lui a vedermi in piagiama e capelli sconvolti... uff.
Che poi sarebbe anche ora di alzarmi da qui...ma insomma, con questo freddo del cazzo, l'occhio iniettato di sangue la crosta sulla faccia e- vogliamo parlarne???- San Valentino che avanza e il mio uomo lontanissimissimo...quanto mi manca però...
Devo trovarmi un sostituto. Seee. Vabbè, devo traovarmi un pagliativo. Un simil-essere umano dotato di attributi maschili per sopravvivere- o almeno passare oltre- questo febbraio fottuto.
Magari mi faccio un trombamico.
O magari scende qui sul divano gesù e ci pensa lui.
Uff. L'ho già detto? Stra uff.
Che poi sarebbe anche ora di alzarmi da qui...ma insomma, con questo freddo del cazzo, l'occhio iniettato di sangue la crosta sulla faccia e- vogliamo parlarne???- San Valentino che avanza e il mio uomo lontanissimissimo...quanto mi manca però...
Devo trovarmi un sostituto. Seee. Vabbè, devo traovarmi un pagliativo. Un simil-essere umano dotato di attributi maschili per sopravvivere- o almeno passare oltre- questo febbraio fottuto.
Magari mi faccio un trombamico.
O magari scende qui sul divano gesù e ci pensa lui.
Uff. L'ho già detto? Stra uff.
venerdì 10 febbraio 2012
Post post London
Febbre.
Sul divano spiaggiata fra montagne di kleenex with balsam tachipirina aeresol bucce di arancia e carte di torrononcini parlo da sola in americano. Mia mamma mi telefona ogni ora e io rivedo in loop Top Gun mentre nella mia mente Val si confonde con Spen, uno sul caccia uno in divisa bianca come Rob Redford in the way we were, uno prende la tube uno sale le scale, e non so più cosa è reale cosa è immaginato, nè la differenza fra i due.
Delirio.
Sul divano spiaggiata fra montagne di kleenex with balsam tachipirina aeresol bucce di arancia e carte di torrononcini parlo da sola in americano. Mia mamma mi telefona ogni ora e io rivedo in loop Top Gun mentre nella mia mente Val si confonde con Spen, uno sul caccia uno in divisa bianca come Rob Redford in the way we were, uno prende la tube uno sale le scale, e non so più cosa è reale cosa è immaginato, nè la differenza fra i due.
Delirio.
lunedì 6 febbraio 2012
Ritardo
Tutti, e dico tutti, mi hanno chiesto di Londra. Ma io mi son un pò persa, fra l'incidente e le sue conseguenze, e l'influenza che ha attaccatto alla stragrande casa Invernizzi. Decimati, ecco cosa siamo stati.
Mia madre, mio padre, mio fratello, la nonna e pure mia sorella. Tutti febbre a quaranta, giramenti di testa e nausea, raffreddore e una tosse da far invidia ai vecchi del bar sport.
Io? Risparmiata. E così sono stata imprigionata qui e assunta a fac totum. Badante a tempo pieno.
Metti su il brodo di carne. Trita il prosciutto. Lessa le patate. Regola i turni per l'aeresol. Porta a tutti il tè e la spremuta a letto. L'avete presa la tachipirina? E da quel lato del salotto lì? Qualcuno vuole altri fazzoletti? Eleonora! E' finito il latte la pasta l'acqua il detersivo e pure il signore gesù. Vai al supermercato un attimo??? Oh, domani scade anche la bolletta...Vai tu vero? E anche dal dottore all'inps in studio in posta in farmacia. A piedi. Con questo freddo fottuto. Con tutte le mie conseguenze dell'incidente. Sono una donna distrutta. E non è ancora finita.
Vabbè.
Ma torniamo a noi. Londra.
A Londra sono stata bene. Siamo stati bene. Abbiamo fatto i fidanzatini. Si sà, la lontananza giova.
Abbiamo girato a braccetto per il Leadenhall Market, o su e giù per la City mano nella mano, fatto compere da Harrods, pranzato in un ristorante russo gelido con tanto di musica russa dal vivo, visitato ancora St Paul's ("ho sempre immaginato da bambino che mi sarei sposato qui, vestito in uniforme come Carlo, con una principessa con un velo come Diana") e svaligiato un negozietto di souvenirs superpacchiani: tazze e confezioni di tè di William e Kate per tutti. Siamo stati al Tate e abbiamo visto danzare la Giselle a Covent Garden (peccato, senza Darcy Bussel ovviamente ) e persino mangiato di supercorsa da Ramsey a Chelsea, non chiedetemi come però! Poi abbiamo fatto i nottambuli al White Cross a Richmond, un locale costruito dentro un antico monastero che con l'alta marea resta praticamente isolato. Abbiamo camminato per questo sentiero sperduto, umido, gelato, ridendo fra mille nuvolette di fiato nel freddo, guardando il Thames, le luci e i riflessi sull'acqua, godendoci le labbra calde e le mani fredde, e quella sensazione che ti fa socchiudere gli occhi mentre dai un bacio, per vedere quella goccia iridescente sulla punta delle tue ciglia.
Siamo stati vicini. Uniti. Siamo stati un noi di tanti tanti anni fa.
Non abbiamo parlato, non ci siamo fatti domande. Abbiamo colto il momento, e in quello abbiamo vissuto.
Ho prenotato all'ultimo un volo il giorno dopo la sua partenza, non so nemmeno perchè. Lui non ha discusso, forse era stanco di discutere quanto lo sono io. L'ho guardato andare via. Credevo che non l'avrei sopportato eppure sono ancora qui. Eppure sono andata avanti. Step by step.
Poi quando è sparito ancora una volta fra la gente e la sua testa bionda si è confusa fra le altre teste ho avvertito un piccolo lievissimo rumore fra tutto quel caos. Lo schianto sordo del mio cuore.
Il giorno successivo ho dormito in un alberghetto squallido dalle parti di King Cross e ho girato come un'idiota ripercorrendo i posti in cui eravamo stati insieme, chiedendomi dove si fosse persa quella sensazione, quell'armonia. quell'essere in pace, completa.
Se ne era andata con lui, seduta sull'aereo al suo fianco.
Mi hanno chiesto : e ora?
E ora bo.
Ora lui se ne sta oltre l'oceano e per quanto dirlo mi sembri così incredibilmente romantico, non lo è.
Non si può avere una storia così. Non si può credere a un futuro insieme, non più.
Siamo onesti. Non credo alle zuppe riscaldate per quanto squisite esse siano.
Non mi illudo più. L'ho fatto per tanti, troppi anni.
Ho creduto davvero, come avevo scritto in un post nel mio vecchio blog, di poter essere in una sorta moderno di "The way we were" .
Bene, ora sono certa di essermi sbagliata. Lo dico con tanto, tanto amaro in bocca. Perchè ora so cosa provo. So di amarlo, seppure a modo mio.
Ma l'amore non basta, non sempre purtroppo.
Questa volta non è bastato.
Mia madre, mio padre, mio fratello, la nonna e pure mia sorella. Tutti febbre a quaranta, giramenti di testa e nausea, raffreddore e una tosse da far invidia ai vecchi del bar sport.
Io? Risparmiata. E così sono stata imprigionata qui e assunta a fac totum. Badante a tempo pieno.
Metti su il brodo di carne. Trita il prosciutto. Lessa le patate. Regola i turni per l'aeresol. Porta a tutti il tè e la spremuta a letto. L'avete presa la tachipirina? E da quel lato del salotto lì? Qualcuno vuole altri fazzoletti? Eleonora! E' finito il latte la pasta l'acqua il detersivo e pure il signore gesù. Vai al supermercato un attimo??? Oh, domani scade anche la bolletta...Vai tu vero? E anche dal dottore all'inps in studio in posta in farmacia. A piedi. Con questo freddo fottuto. Con tutte le mie conseguenze dell'incidente. Sono una donna distrutta. E non è ancora finita.
Vabbè.
Ma torniamo a noi. Londra.
A Londra sono stata bene. Siamo stati bene. Abbiamo fatto i fidanzatini. Si sà, la lontananza giova.
Abbiamo girato a braccetto per il Leadenhall Market, o su e giù per la City mano nella mano, fatto compere da Harrods, pranzato in un ristorante russo gelido con tanto di musica russa dal vivo, visitato ancora St Paul's ("ho sempre immaginato da bambino che mi sarei sposato qui, vestito in uniforme come Carlo, con una principessa con un velo come Diana") e svaligiato un negozietto di souvenirs superpacchiani: tazze e confezioni di tè di William e Kate per tutti. Siamo stati al Tate e abbiamo visto danzare la Giselle a Covent Garden (peccato, senza Darcy Bussel ovviamente ) e persino mangiato di supercorsa da Ramsey a Chelsea, non chiedetemi come però! Poi abbiamo fatto i nottambuli al White Cross a Richmond, un locale costruito dentro un antico monastero che con l'alta marea resta praticamente isolato. Abbiamo camminato per questo sentiero sperduto, umido, gelato, ridendo fra mille nuvolette di fiato nel freddo, guardando il Thames, le luci e i riflessi sull'acqua, godendoci le labbra calde e le mani fredde, e quella sensazione che ti fa socchiudere gli occhi mentre dai un bacio, per vedere quella goccia iridescente sulla punta delle tue ciglia.
Siamo stati vicini. Uniti. Siamo stati un noi di tanti tanti anni fa.
Non abbiamo parlato, non ci siamo fatti domande. Abbiamo colto il momento, e in quello abbiamo vissuto.
Ho prenotato all'ultimo un volo il giorno dopo la sua partenza, non so nemmeno perchè. Lui non ha discusso, forse era stanco di discutere quanto lo sono io. L'ho guardato andare via. Credevo che non l'avrei sopportato eppure sono ancora qui. Eppure sono andata avanti. Step by step.
Poi quando è sparito ancora una volta fra la gente e la sua testa bionda si è confusa fra le altre teste ho avvertito un piccolo lievissimo rumore fra tutto quel caos. Lo schianto sordo del mio cuore.
Il giorno successivo ho dormito in un alberghetto squallido dalle parti di King Cross e ho girato come un'idiota ripercorrendo i posti in cui eravamo stati insieme, chiedendomi dove si fosse persa quella sensazione, quell'armonia. quell'essere in pace, completa.
Se ne era andata con lui, seduta sull'aereo al suo fianco.
Mi hanno chiesto : e ora?
E ora bo.
Ora lui se ne sta oltre l'oceano e per quanto dirlo mi sembri così incredibilmente romantico, non lo è.
Non si può avere una storia così. Non si può credere a un futuro insieme, non più.
Siamo onesti. Non credo alle zuppe riscaldate per quanto squisite esse siano.
Non mi illudo più. L'ho fatto per tanti, troppi anni.
Ho creduto davvero, come avevo scritto in un post nel mio vecchio blog, di poter essere in una sorta moderno di "The way we were" .
Bene, ora sono certa di essermi sbagliata. Lo dico con tanto, tanto amaro in bocca. Perchè ora so cosa provo. So di amarlo, seppure a modo mio.
Ma l'amore non basta, non sempre purtroppo.
Questa volta non è bastato.
giovedì 2 febbraio 2012
Stop!
Bello, anzi stupendo.
Son rientrata in Italia da nemmeno un giorno e ho già distrutto la macchina finendo fuori stada per via della neve, giù da una riva, schiantandomi contro un albero...
Non ho più parole ormai..voglio solo piangere...
Son rientrata in Italia da nemmeno un giorno e ho già distrutto la macchina finendo fuori stada per via della neve, giù da una riva, schiantandomi contro un albero...
Non ho più parole ormai..voglio solo piangere...
mercoledì 1 febbraio 2012
Free wi-fi
"Un tempo, le coppie di amanti prima di separarsi cercavano una stella, su cui i loro sguardi la sera potessero incontrarsi. Che cosa dobbiamo cercare noi? Il cielo almeno non possono dividerlo… Sì invece, disse lei piano. Il cielo è sempre il primo a essere diviso."
(Christa Wolf)
(Christa Wolf)
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